Pubblicato da: cucaio | 4 maggio 2013

“Signori si chiude”

Una canzone poco conosciuta, ma a mio parere molto bella :-) !!!

Pubblicato da: cucaio | 23 giugno 2012

CON VOI :-)

Cosa sarà mai questo progetto sibillino? C’e’ di mezzo un viaggio, una borsa, dei libri,(magari un nuovo cd ;-) ) insomma bisogna ancora aspettare per capirci qualcosa, è tutto avvolto nel mistero ;-) . Se qualcuno ne sa qualcosa di piu’ parli ;-) Intanto, inserisco tutto il materiale che circola in giro sull’argomento, se mi sfugge qualcosa, aiutatemi Voi ;-) !!

Pubblicato da: cucaio | 26 maggio 2012

SI RIPARTE :-) !!!

“All’inizio di questo viaggio scrissi che non sapevo quale sarebbe stata la mia meta, se avessi continuato, tappa dopo tappa, verso un percorso che si sarebbe materializzato poco alla volta, o se invece mi sarei fermato ad un certo punto a riposare a raccogliere i pensieri, a capire se ne valesse ancora la pena. Così è stato.

Mi sono fermato in un oasi immaginaria  a ritrovare la voglia perduta di scrivere, fra le dune delle idee smarrite di questo deserto, distratto bisogno di sopravvivenza e dal sopravvivermi.

Si riparte, per una, due o forse cento tappe, ancora tutti insieme, se, dopo quasi un anno, avrete ancora la voglia di risalire a bordo. Senza passeggeri il viaggio non può ricominciare e anche se  ci riuscissi, non sarebbe la stessa cosa. Grazie comunque.

Ripartire non è mai facile, bisogna prendere molte decisioni. Da dove riparite innanzitutto. E poi cosa portare  e cosa lasciare. E se ne devono lasciare tante di cose dietro le spalle, perchè lo zaino è troppo piccolo, e quindi bisogna capire quello che è giusto portare con sè. Anche se non è facile abbandonare quelle cose che mi hanno accompagnato, per un lungo periodo, nel mio viaggio, che ormai sono diventate parte di me.  Ma bisogna lasciare lo spazio per quelle nuove  che si raccoglieranno lungo il percorso.

 E così ho deciso di ripartire da qui dalla celebrazione del ventennale della morte di Falcone e Borsellino, per dire NOI NO alla mafia, NOI NO alle stragi di poveri studenti senza colpa, NOI NO alle ingiustizie, NOI NO  ai suicidi per la vergogna, NOI NO alla vita senza dignità.”

 

Pubblicato da: cucaio | 24 settembre 2011

BAGLIONI: facebook, 22 settembre

A TUTTI COLORO CHE SI SENTONO

DI LAMPEDUSA E LINOSA

“Quando le pietre provano a rubare il posto alle parole è difficile riuscire a trovare parole più forti delle pietre.
Molto difficile, ma bisogna tentare.
Perché le pietre sono dure e cieche e sorde.
Non guardano in faccia a nessuno e non ascoltano nessuno.
Colpiscono tutti e feriscono tutti.
E, quando la furia cessa,
hanno perso tutti e sulla strada non resta alcun vincitore.
Le pietre possono abbattere le persone, ma non i problemi.
Le ferite diventano ancora più grandi e dolorose e sulla scena rimangono solo sconfitti.
Conosco le ragioni della vostra rabbia.
Le ascolto, le capisco, le condivido.
E’ la rabbia di chi, giorno dopo giorno, assiste, impotente, al proprio paradiso che si trasforma in inferno, mentre quasi tutto il resto del mondo sta a guardare o – peggio – si volta dall’altra parte, senza far niente.
E’ la rabbia di chi, da troppo tempo,
aspetta risposte che chissà se arrivano, se arrivano tardi o non arrivano mai.
Ma, per quanto la rabbia possa essere grande e giustificata, non saranno le pietre a portare quelle risposte.
La rabbia ha molte ragioni ma quasi mai ha ragione.
Le pietre seppelliranno ancora di più quelle risposte.
Non solo: esse forniranno un alibi solido a chi
- in Italia, in Europa, nel Mondo -
non ha molto tempo per rispondere alla vostra richiesta di aiuto, non ha tanta preoccupazione di garantire il vostro diritto alla giustizia, non ha tutta quell’attenzione a considerarvi per ciò che realmente siete:
cittadini italiani,
con gli stessi diritti di chi vive a Roma, a Firenze o a Milano, e cittadini europei, con gli stessi diritti di chi vive a Parigi, a Berlino o a Londra.
Vi daranno retta per un po’.
Finché agiterete pietre e bastoni.
Ma potrà durare per sempre?
A un certo punto finirà.
E “loro” potranno e dovranno dedicarsi a qualcos’altro.
E quello che è successo non sarebbe servito all’isola e a voi.
Sarebbe piuttosto un danno.
Irrimediabile. Insanabile.
Pietre, bastoni e cariche alla lunga non farebbero altro che offuscare quel tratto straordinario e paziente che avete mostrato in tutti questi anni.
E, dopo il danno, la beffa:
venire derisi, sfottuti, umiliati per essere passati dai battimani e le urla di giubilo per il campo di golf, il casinò, le fioriere alle pratiche della rivolta più dura e feroce.
Le immagini degli ultimi scontri
che, purtroppo, sono state trasmesse ovunque, potrebbero cancellare anche l’incredibile lezione di civiltà, umanità e solidarietà che, fino a oggi, le isole hanno dato a tutto il mondo.
E che l’opinione pubblica aveva applaudito.
Gesti e comportamenti di grande valore.
Di cui mai pentirsi.
Di cui essere fieri.
Pochi ricorderebbero più quel difficile e nobile esempio.
Tutti gli altri, invece, conserverebbero queste immagini.
Così come pochi ricordano le immagini di quel vostro mare unico al mondo, ma moltissimi hanno spesso davanti agli occhi le drammatiche riprese dei recuperi chiamati erroneamente sbarchi e le desolanti fotografie dei centri di accoglienza.
Pietre, bastoni e cariche
potrebbero far sì che la ragione venga confusa con il torto, che i “buoni” vengano scambiati per “cattivi”; e le vittime vengano messe sullo stesso piano dei colpevoli.
Non solo: la storia dei vostri territori
- così duramente colpiti dallo stillicidio quotidiano dei media – rimarrebbe sfregiata per sempre.
E, agli occhi del mondo, il paradiso diventerebbe inferno.
Lampedusa, Linosa, le Pelagie non meritano questo.
Questa non è la vostra storia e certo non può finire così.
Cerchiamo di scrivere un altro capitolo.
Un differente finale.
Usiamo pietre e bastoni per ricostruire la casa del domani e ricostruire noi stessi con una carica e un’energia nuova.
La prossima settimana dovrebbe iniziare O’Scia’.
E anche per questa pressione le autorità competenti hanno accelerato le misure di trasferimento degli immigrati.
Tantissimi sono pronti da tempo per venire a vivere questo incontro.
Che non è solo una festa, come qualcuno crede o cerca di far credere.
Anche perché non c’è niente da festeggiare banalmente e inutilmente.
Semmai preparare e darsi appuntamento
per prossime occasioni di riunione, di gioia e di serenità.
Alla Guitgia non si viene per suonare e cantare alla faccia delle vostre difficoltà o della tragedia dei viaggi migratori.
Alla Guitgia, spiaggia dell’approdo,
ci ritroviamo tutti – isolani, turisti, artisti – per darci respiro uno con l’altro e per gridare insieme così forte che il mondo si giri da questa parte e ci veda per quello che siamo:
viaggiatori della vita.
Alla Guitgia ci si è ritrovati tutti insieme, come donne e uomini della luce, per evitare che i riflettori si spegnessero e che Lampedusa e Linosa venissero dimenticate, abbandonate al proprio destino, peggio ancora di un barcone di disperati che nessun porto vuole accogliere.
Alla Guitgia ci si è ritrovati tutti insieme anche per chiedere a chi doveva intervenire di farlo; di smetterla con questo indegno scarica barile delle decisioni e che ciascuno si assumesse, una buona volta, le proprie responsabilità.
Alla Guitgia ci si è ritrovati tutti insieme anche per dire basta alle bugie, alle false promesse, a parole vuote che non valgono nemmeno l’aria con cui sono dette.
Alla Guitgia, isolani, turisti e artisti, si sono ritrovati tutti insieme per provare emozioni senza scordare le coscienze a casa.
Senza dimenticare che forse le migrazioni non si fermeranno ma la grande questione dei flussi non si aggiusta da sola e che è un problema di tutti, che tutti devono contribuire a risolvere.
E la lotta e la contestazione non è verso l’immigrazione ma quanto verso le politiche e gli strumenti con i quali si affronta.
Alla Guitgia ci si ritrova, ancora una volta, per affermare che Lampedusa e Linosa non sono solo quello che si è dato a vedere ma sono anche, soprattutto, prima di tutto, questo:
Odori, Suoni, Colori d’Isole d’Altomare.
Le piscine di Dio.
L’altra faccia della luna.
Per questo ci si ritrova sulla spiaggia della Guitgia.
Lo facciamo recitando, suonando e cantando, perché siamo artisti, attori e musicisti e recitare, suonare e cantare è ciò che sappiamo e possiamo fare.
E noi siamo qui, da dieci anni, mentre alcuni altri – quelli che potrebbero fare molto più di noi – spesso non ci sono e si guardano bene dal venire o passano il tempo di un comizio, d’una conferenza stampa e di un servizio di telegiornale e spariscono per sempre.
Noi, invece, non siamo mai andati via.
Ogni volta torniamo.
E continueremo a farlo.
In questo tempo è nata, cresciuta e diventata grande O’Scia’
una manifestazione che non ha eguali
nell’intero panorama artistico e mediatico.
Un progetto che ha riversato sulle Pelagie un altissimo interesse positivo, dei mezzi di comunicazione e della società italiana; che ha stimolato un arrivo formidabile di nuovi osservatori, visitatori, frequentatori, amatori; che ha procurato diverse e cospicue risorse pubbliche e private per le finanze amministrative comunali e per le singole economie degli abitanti, lavoratori e imprenditori.
Un’iniziativa conosciuta in tutto il mondo.
Con mostre, rassegne, laboratori
perfino in Sudamerica, Australia e Giappone.
Speciale, unica, inimitabile, inconfondibile.
Tutti i paesi e le città d’Italia
hanno una festa, una sagra, una rassegna, un festival.
O’Scia’ ce l’ha soltanto Lampedusa e Linosa.
Tante altre località, altre comunità la vorrebbero.
Un vanto, un motivo di orgoglio.
Che sia lì, solo lì, sempre lì.
Quest’anno non c’erano i mezzi per organizzare O’Scia’.
E avevamo già fatto la tre giorni di Lampedusa Sùsiti.
La crisi ha tagliato ogni finanziamento, ogni risorsa.
Moltiplicando sforzi e sacrifici,
abbiamo deciso ugualmente di venire
per non abbandonare l’isola e la sua gente.
Per dire che la battaglia per un presente e un futuro degni di questo nome è anche la nostra battaglia;
che la battaglia per costringere chi deve intervenire, a farlo; chi ha garantito, a mantenerlo, è anche la nostra battaglia;
che la battaglia per mostrare al mondo la vera faccia di quest’arcipelago e del suo popolo, che vuole tornare a essere normalmente felice e guardato per quello che è veramente, è anche la nostra battaglia.
Per dire che noi non ci rassegniamo.
E in tutti modi restiamo con voi.
Per questo, malgrado mille difficoltà, siamo riusciti ugualmente ad organizzare addirittura cinque giorni. Forse sei.
Perciò anche quest’anno,
dopo i trecento ospiti degli anni passati, sessanta grandi nomi della musica, della cultura e dello spettacolo hanno deciso di mettere la loro testimonianza, la loro presenza, la loro arte, la loro generosità al servizio della causa, per un omaggio alle isole, per unire il loro fiato al vostro e al nostro e gridare, tutti insieme, ancora più in alto.
Perché l’ultimo ricordo di una stagione così travagliata, l’ultima immagine che deve restare negli occhi del mondo intero sia una nota di bellezza, di armonia, di tanta, tanta gente che è arrivata, che è lì, proprio lì, per passare giorni indimenticabili su terre bellissime, vive, magiche e quiete.
Tra musica e parole.
Perché, se non ci apriranno per farci entrare,
ci apriranno per farci smettere di suonare.
Claudio Baglioni”

Pubblicato da: cucaio | 14 agosto 2011

“DIECI DITA”

Rubo ;-) l’articolo trovato sul sito doremifasol.org sempre informatissimo sulle ultime novità ;-)

Claudio Baglioni e le “Dieci dita” – il gran ritorno live all’Auditorium

Sette concerti esclusivi, nei giorni speciali che vanno da Natale a Capodanno. I biglietti saranno in vendita su listicket.it. Il nuovo progetto vedrà il musicista esibirsi sul palco del Parco della Musica
Claudio Baglioni in concerto duranta la manifestazione O’scià di Lampedusa
Gli iscritti al fanclub potranno iniziare dalle ore 11 del primo settembre, mentre per tutti gli altri le vendite apriranno solo martedì 6. Si prospetta una vera e propria corsa contro il tempo, quella che riguarda il particolare tour romano di Claudio Baglioni, considerando che per questo evento saranno venduti esclusivi “biglietti palco”. Tutti gli altri si potranno consolare con una card memorabile: un biglietto d’ingresso speciale che darà diritto ad una serie di vantaggi, sconti e servizi. Una card diversa per ogni show che costituirà un vero cimelio da collezione.

Claudio Baglioni si prepara così al suo prossimo progetto, Dieci dita. In programma sette concerti che si svolgeranno all’Auditorium Parco della Musica dal 25 al 31 dicembre. In una formula scenografica e teatrale completamente nuova e rivoluzionaria, il cantautore romano sarà sì sul palco ma insieme a quei pochi fortunati che riusciranno ad accaparrarsi i famosi “biglietti palco” e che potranno in questo modo vivere la magia di un concerto da protagonista, a pochi metri dall’artista.

Dieci come le dita: quelle che scorrono sul pianoforte, quelle che toccano le corde della chitarra, quelle che hanno accompagnato la lunga carriera del cantautore romano. Dieci come i modi di raccontare un’avventura piena di successi e di grande musica. Sette i concerti esclusivi che si svolgeranno proprio durante le festività natalizie. E per chi acquisterà i biglietti di Natale e Capodanno è previsto un pass laminato legato all’evento. Baglioni non seguirà regole né copioni. Sul palco solo lui (con qualche “privilegiato” spettatore), la sua voce e dieci dita.

Link all’articolo: http://www.doremifasol.org/news/2011/08/05/baglioni-e-le-dieci-dita/

Pubblicato da: cucaio | 9 luglio 2011

Claudio Baglioni: “Setteveli” da facebook

Due fette di SetteVeli.
Sette soffici strati
di cioccolati diversi uno su l’altro
e qualche nocciola nel mezzo.
Il mio pranzo frugale.
Un malloppo che fruga il pancino
nel pomeriggio di sole e solitudine scelta.
Per smaltirlo dovrei fare una corsa
o una danza di ore.
Ecco, perfetto: la danza delle ore.
Un minuetto. Un po’ troppo leggiadra.
Dunque meglio qualche altra cadenza.
Una danza di panza.
Evvai. Occhei. La danza dei sette veli.
Certo. Come la torta.
Aiuto. Ma che effetto mi ha fatto?!?
Mi sdraio nell’ombra più fresca.
E provo a riposare.
-Perché oggi non sei al mare?-
Chi è? Chi ha parlato?
-Sono io, Lampo o come mi chiami.-
Lampo? Il gabbiano? È sempre la torta che imballa, che balla e che sballa?
-Sì, sono qui. Sono Lampo e tu sei Tardo di comprendonio.-
Mi giro ed è lì. Al solito posto. Il solito sguardo lontano.
C.- Ma allora tu parli?-
L.- Sì, lo so fare. Ma ho smesso. Le parole son troppe e si può equivocare.-
C.- E perché non l’hai fatto mai prima?-
L.- Tu eri sempre a nuotare. Via di qui. A proposito, come mai non sei andato?-
C.- Non lo so. Oggi sto giù e con dentro un po’ di malumore.-
L.- Colpa di quel giornale e le chiacchiere che girano intorno?-
C.- Tu sei un Lampo di… genio!-
L.- Sei bravo con i giri di parole ma non è che ti gira qualcosa di altro?-
C.- SetteVeli di squisitezza nello stomaco.-
L.- E basta con queste battute. Poi dicono pure che tu sei un poeta!-
C.- Bene. Sono quarantaquattr’anni che m’impicco tra prosa e poesia.- Continua a leggere…
Pubblicato da: cucaio | 6 giugno 2011

LAMPEDUSA SUSITI

Ed ecco una carrellata di video,  della manifestazione “lampedusa susiti”, trovati su youtube. Un piccolo assaggio, di quelle meravigliose atmosfere, per chi, come il sottoscritto, non è potuto andare alla manifestazione  e non possiede sky!!  ;-)

Pubblicato da: cucaio | 24 maggio 2011

Baglioni ricorda le vittime della strage di Capaci

Claudio Baglioni, canta Strada facendo, sotto “l’albero Falcone”,davanti a circa tremila persone, un modo prt ricordare le vittime della strage di capaci, e aggiunge rivolgendosi  ai  presenti:

” grazie a tutti voi che portate avanti un messaggio di pace perché domani sia davvero un giorno migliore”,

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