Pubblicato da: cucaio | 9 settembre 2013

“IN CAMMINO“ il nono brano del progetto “Con Voi”

IN UN’ALTRA VITA

Io racconterò la storia di noi due come un vangelo, io ti ruberò ogni giorno e ti porterò nel posto più vicino al cielo, come sopra un avamposto, sull’eternità, sulla vita che sarà, e sarà a qualunque costo la mia sola volontà…

io ti costruirò una casa e poi ti servirò come un altare, io t’insegnerò ad andare come vanno via gli uccelli, più ridosso al mare, a un incendio di capelli, nell’immensità di quel tempo che sarà e saremo ancora quelli di un’età che non ha età…

io, te e quel nostro bene, tutti e tre ci teniamo insieme, ora e qui e non basterà così neanche un’altra vita… io, te e quel nostro bene, tutti e tre che ridiamo insieme, ora e qui e da sempre siamo stati chissà chi in un’altra vita…

io farò della mia anima lo scrigno per la tua bellezza, io mi prenderò da te l’immenso volto nel mio petto, dentro una carezza, nel miracolo di un tetto, nella luminosità di un domani che sarà e sarai passione, affetto e strada che non finirà…

io, te e quel nostro bene, tutti e tre che corriamo insieme, ora e qui, come in volo, fino lì sopra un’altra vita…io, te e quel nostro bene, tutti e tre che giuriamo insieme ora e qui, e poi sempre l’unica promessa di e per un’altra vita

..mai per quella fretta scappo via, la gioia che nessun dolore suona in colpo un’allegria che ti scalda le ossa del cuore, mai, che cosa è mai successo a noi, tu mi guardavi e non capivi, e che puoi farci se gli dei dell’amore son stati cattivi…

come te e quel nostro bene, tutti e tre ci lasciamo insieme, ora e qui se andrà forse meglio, sì, in un’altra vita, ora, un dì e per sempre ci ritroveremo lì…in un’altra vita…

L’ULTIMA COSA CHE FARO’

Nato così, cuore di cervo
che batte uguale sia coraggio che paura
son stato qui libero e servo
coi piedi in casa e con la testa all’avventura
con la mia età stretta tra i denti
e un gusto di rivolta o di rassegnazione
tranquillità di quei perdenti
che la speranza è diventata un’ossessione
illuso o no, ladro di stelle
o forse un uomo nuovo sulla vecchia Terra
intruso un po’ nella mia pelle
o un buon soldato in mezzo a una cattiva guerra
io non guardai per non vedere
sorriso sulla bocca e in gola tanta rabbia
e non volai per non cadere
da solo mi son chiuso a chiave in una gabbia
io verrò a sciogliere le labbra di vulcani
e quelle nostre bocche
salirò le schiene degli oceani e sulle nostre
io ti inseguirò negli occhi di uragani
io verrò tra braccia e gambe di correnti in piena
e tra le nostre conche
scenderò le vene di altopiani
e nelle nostre poi ti sfiorerò le mani appena e morirò
l’ultima cosa che farò
ho avuto sempre più un muso di cane
mai troppo santo e troppo poco peccatore
cresciuto su ad acqua e pane
il vento fu un poeta e il mare un suonatore
non cominciai per non finire
un semidio un uomo intero e un solo specchio
e non amai per non soffrire
ho letto lo spartito ma ho suonato a orecchio
io verrò a sciogliere le labbra di vulcani
e quelle nostre bocche
salirò le schiene degli oceani e sulle nostre
io ti inseguirò negli occhi di uragani
io verrò tra braccia e gambe di correnti in piena
e tra le nostre conche
scenderò le vene di altopiani
e nelle nostre poi ti sfiorerò le mani appena e morirò
se non ho vissuto di un’idea
morirò di te mia dea
e quando avrò compiuto la mia odissea
sarà l’ultima cosa che farò
io verrò a sciogliere le labbra di vulcani
e quelle nostre bocche
salirò le schiene degli oceani e sulle nostre
io ti inseguirò negli occhi di uragani
io verrò tra braccia e gambe di correnti in piena
e tra le nostre conche
scenderò le vene di altopiani
e nelle nostre poi ti sfiorerò le mani appena e morirò
l’ultima cosa che farò
l’ultima cosa che farò
l’ultima cosa che farò

 

ISOLE DEL SUD

C’è uno che guarda avanti
e come è duro stare in tanti sulla barca del futuro
viene via dal sud il vento contro
ma non c’è un viaggio se non c’è un miraggio che ti si fa incontro
se si va per mare non vuol dire
che la promessa di una terra sia davvero poi la terra promessa
isole del sud che sono sole
e sole in mezzo al blu e bianco sale
sale ancora più in alto il mare
e in alto mare giù un tuffo al cuore
c’è un altro che guarda indietro
è appena andato e dietro il vetro fissa il solco del passato
se ne va nel Nord da solo a bordo
ma non c’è un luogo dove non c’è un rogo dentro ad un ricordo
ma si va per fare o per sapere
se in questo mondo il sogno di una vita sarà mai una vita da sogno
isole del sud sotto la luna
e l’una e l’altra giù in preda ai venti
venti mila e più leghe dal fondo
e in fondo sorge su un altro tempo
un tempo, un mare, un uomo sa che non si può fermare
se uno arriva un altro va per non tornare
in ogni tempo, in ogni mare, in ogni uomo che è fatto di avvenire
perché partire è vivere e un po’ morire
siamo quelli che non sono mai né là né qua vite a metà
noi siamo acqua
perché partire è vivere e un po’ morire

E CHI CI AMMAZZA

Quattro mocciosi per la strada era la nostra compagnia
e facevamo sega a scuola e il prato era una prateria
sfidarsi a un’andatura brada sui sassi della ferrovia
mattine eterne a far la spola tra sala giochi e pizzeria Quattro sfigati dentro un’auto a passo di cavalleria
prendere a calci il pomeriggio e a sputi la monotonia
urlare un complimento incauto tirando dritto a un crocevia
ficcarsi in mezzo ad un litigio poi capottarsi di euforia

C’andava bene anche se ci andava male
non ci acchiappava mai la malinconia
cosa ci fosse poi di tanto speciale
nessuno ci ha capito mai una beneamata mazza
la sera giù in piazza la chitarra per corazza
cavalli di razza sempre insieme e chi ci ammazza a noi

Quattro cialtroni al ristorante con i ricordi in avaria
a fare sempre troppo tardi bolliti già a bagnomaria
sotto una faccia un po’ sognante pisciare con filosofia
e ribeccarsi negli sguardi senza cambiare sintonia

Era la stessa e che non era mai uguale
e ci schiantava una dannata allegria
chissà che c’era di così eccezionale
per stare là in silenzio sciroccati nella guazza
e un’alba svolazza sopra i panni su in terrazza
cavalli di razza sempre insieme e chi ci ammazza

Il tempo non ha tempo per nessuno
tenerlo fermo è un’utopia
e a me è toccato dirvi addio ed uno ad uno
mi siete andati tutti via
e son rimasto a correre da solo
ma a volte ho l’illusione che
uno per uno vi mettete affianco al volo
e poi vi fate insieme a me

La corsa più pazza dietro al vento o a una ragazza
cavalli di razza sempre insieme e chi ci ammazza
e un pezzo strombazza nell’aria e nella mente che scorrazza
cavalli di razza sempre insieme e chi ci ammazza

Tanto come fai questa vita spiazza
non ci capiremo mai una beneamata mazza
tanto cosa vuoi questo tempo impazza
ma ci penseremo poi tanto a noi ma chi ci ammazza

Tanto come fai questa vita spiazza
non ci capiremo mai una beneamata mazza
tanto cosa vuoi questo tempo impazza
ma ci penseremo poi tanto a noi ma chi ci ammazza…

E NOI DUE LA’

Non sapremo mai se il nostro incontro sia più effetto o causa, nuda proprietà o solo propria nudità ,
i corpi messi a fianco come segni paralleli di una pausa,
nel silenzio che sta a galla senza gravità,
non c’è stato un patto, una promessa, mai nessun accordo 
tutto è solo e sempre frutto di casualità
 e poi ogni istante è come il primo e non c’è un dopo che non sia un ricordo, 
come dentro un sogno e fuori dalla realtà,
e noi due là e noi due là.
Nel buio bianco e fermo e freddo come il vino in cui ci si conosce
. uno che non sa dell’altra chi era e chi sarà
, ma ci prendiamo per qualcosa che è nel cuore, in testa e fra le cosce per lasciarci sempre in assoluta parità, e noi due là, e noi due là
, e solo il cielo per vestito 
e malattia dell’infinito, quell’amore, ma che dell’amore non ha i guai,
 che il suo spazio è ovunque e che il suo tempo non è mai, 
se lo leggi in fila vivi storie già sentite
, sogni invece, se apri a caso il libro delle vite,
quell’amore, ma che non ha dove nè perchè, 
è una voce che non dice, resta tra me e te, 
che vaghiamo ancora lungo terre di confine,
 strade senza inizio e senza fine
, come noi due là
, noi due là.Fuori è un’alba fresca di giornata e un vento nuovo che si vede e non si sente, 
c’è un’ultima stella da pigliare e andare via
 adesso, tanto un bacio è pure un trucco per non farti dire niente 
che la notte è un gioco d’ombre e un mondo che ci spia. E noi due là, e noi due là
, nel vuoto pieno di un interno
 come in un presente eterno
quell’amore, ma che dell’amore non ha i guai
,che il suo spazio è ovunque e che il suo tempo non è mai
, se lo leggi in fila vivi storie già sentite.
sogni invece se apri a caso il libro delle vite.
quell’amore ma che non ha dove nè perchè, 
è una voce che non dice  resta tra me e te
, che vaghiamo ancora lungo terre di confine,
strade senza inizio e senza fine,
come noi due là,
chissà se poi siamo veri, noi due là
 o due riflessi lontani, noi due là, 
visioni o forse pensieri, noi due là
, o poesia di canzoni noi due là
, siamo il futuro di ieri, noi due là, 
che è già passato domani,
noi di quell’amore, ma che dell’amore non ha i guai
, che il suo spazio è ovunque e che il suo tempo non è mai
, se lo leggi in fila vivi storie già sentite
, sogni invece se apri a caso il libro delle vite.

 

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