Pubblicato da: cucaio | 24 settembre 2011

BAGLIONI: facebook, 22 settembre

A TUTTI COLORO CHE SI SENTONO

DI LAMPEDUSA E LINOSA

“Quando le pietre provano a rubare il posto alle parole è difficile riuscire a trovare parole più forti delle pietre.
Molto difficile, ma bisogna tentare.
Perché le pietre sono dure e cieche e sorde.
Non guardano in faccia a nessuno e non ascoltano nessuno.
Colpiscono tutti e feriscono tutti.
E, quando la furia cessa,
hanno perso tutti e sulla strada non resta alcun vincitore.
Le pietre possono abbattere le persone, ma non i problemi.
Le ferite diventano ancora più grandi e dolorose e sulla scena rimangono solo sconfitti.
Conosco le ragioni della vostra rabbia.
Le ascolto, le capisco, le condivido.
E’ la rabbia di chi, giorno dopo giorno, assiste, impotente, al proprio paradiso che si trasforma in inferno, mentre quasi tutto il resto del mondo sta a guardare o – peggio – si volta dall’altra parte, senza far niente.
E’ la rabbia di chi, da troppo tempo,
aspetta risposte che chissà se arrivano, se arrivano tardi o non arrivano mai.
Ma, per quanto la rabbia possa essere grande e giustificata, non saranno le pietre a portare quelle risposte.
La rabbia ha molte ragioni ma quasi mai ha ragione.
Le pietre seppelliranno ancora di più quelle risposte.
Non solo: esse forniranno un alibi solido a chi
- in Italia, in Europa, nel Mondo -
non ha molto tempo per rispondere alla vostra richiesta di aiuto, non ha tanta preoccupazione di garantire il vostro diritto alla giustizia, non ha tutta quell’attenzione a considerarvi per ciò che realmente siete:
cittadini italiani,
con gli stessi diritti di chi vive a Roma, a Firenze o a Milano, e cittadini europei, con gli stessi diritti di chi vive a Parigi, a Berlino o a Londra.
Vi daranno retta per un po’.
Finché agiterete pietre e bastoni.
Ma potrà durare per sempre?
A un certo punto finirà.
E “loro” potranno e dovranno dedicarsi a qualcos’altro.
E quello che è successo non sarebbe servito all’isola e a voi.
Sarebbe piuttosto un danno.
Irrimediabile. Insanabile.
Pietre, bastoni e cariche alla lunga non farebbero altro che offuscare quel tratto straordinario e paziente che avete mostrato in tutti questi anni.
E, dopo il danno, la beffa:
venire derisi, sfottuti, umiliati per essere passati dai battimani e le urla di giubilo per il campo di golf, il casinò, le fioriere alle pratiche della rivolta più dura e feroce.
Le immagini degli ultimi scontri
che, purtroppo, sono state trasmesse ovunque, potrebbero cancellare anche l’incredibile lezione di civiltà, umanità e solidarietà che, fino a oggi, le isole hanno dato a tutto il mondo.
E che l’opinione pubblica aveva applaudito.
Gesti e comportamenti di grande valore.
Di cui mai pentirsi.
Di cui essere fieri.
Pochi ricorderebbero più quel difficile e nobile esempio.
Tutti gli altri, invece, conserverebbero queste immagini.
Così come pochi ricordano le immagini di quel vostro mare unico al mondo, ma moltissimi hanno spesso davanti agli occhi le drammatiche riprese dei recuperi chiamati erroneamente sbarchi e le desolanti fotografie dei centri di accoglienza.
Pietre, bastoni e cariche
potrebbero far sì che la ragione venga confusa con il torto, che i “buoni” vengano scambiati per “cattivi”; e le vittime vengano messe sullo stesso piano dei colpevoli.
Non solo: la storia dei vostri territori
- così duramente colpiti dallo stillicidio quotidiano dei media – rimarrebbe sfregiata per sempre.
E, agli occhi del mondo, il paradiso diventerebbe inferno.
Lampedusa, Linosa, le Pelagie non meritano questo.
Questa non è la vostra storia e certo non può finire così.
Cerchiamo di scrivere un altro capitolo.
Un differente finale.
Usiamo pietre e bastoni per ricostruire la casa del domani e ricostruire noi stessi con una carica e un’energia nuova.
La prossima settimana dovrebbe iniziare O’Scia’.
E anche per questa pressione le autorità competenti hanno accelerato le misure di trasferimento degli immigrati.
Tantissimi sono pronti da tempo per venire a vivere questo incontro.
Che non è solo una festa, come qualcuno crede o cerca di far credere.
Anche perché non c’è niente da festeggiare banalmente e inutilmente.
Semmai preparare e darsi appuntamento
per prossime occasioni di riunione, di gioia e di serenità.
Alla Guitgia non si viene per suonare e cantare alla faccia delle vostre difficoltà o della tragedia dei viaggi migratori.
Alla Guitgia, spiaggia dell’approdo,
ci ritroviamo tutti – isolani, turisti, artisti – per darci respiro uno con l’altro e per gridare insieme così forte che il mondo si giri da questa parte e ci veda per quello che siamo:
viaggiatori della vita.
Alla Guitgia ci si è ritrovati tutti insieme, come donne e uomini della luce, per evitare che i riflettori si spegnessero e che Lampedusa e Linosa venissero dimenticate, abbandonate al proprio destino, peggio ancora di un barcone di disperati che nessun porto vuole accogliere.
Alla Guitgia ci si è ritrovati tutti insieme anche per chiedere a chi doveva intervenire di farlo; di smetterla con questo indegno scarica barile delle decisioni e che ciascuno si assumesse, una buona volta, le proprie responsabilità.
Alla Guitgia ci si è ritrovati tutti insieme anche per dire basta alle bugie, alle false promesse, a parole vuote che non valgono nemmeno l’aria con cui sono dette.
Alla Guitgia, isolani, turisti e artisti, si sono ritrovati tutti insieme per provare emozioni senza scordare le coscienze a casa.
Senza dimenticare che forse le migrazioni non si fermeranno ma la grande questione dei flussi non si aggiusta da sola e che è un problema di tutti, che tutti devono contribuire a risolvere.
E la lotta e la contestazione non è verso l’immigrazione ma quanto verso le politiche e gli strumenti con i quali si affronta.
Alla Guitgia ci si ritrova, ancora una volta, per affermare che Lampedusa e Linosa non sono solo quello che si è dato a vedere ma sono anche, soprattutto, prima di tutto, questo:
Odori, Suoni, Colori d’Isole d’Altomare.
Le piscine di Dio.
L’altra faccia della luna.
Per questo ci si ritrova sulla spiaggia della Guitgia.
Lo facciamo recitando, suonando e cantando, perché siamo artisti, attori e musicisti e recitare, suonare e cantare è ciò che sappiamo e possiamo fare.
E noi siamo qui, da dieci anni, mentre alcuni altri – quelli che potrebbero fare molto più di noi – spesso non ci sono e si guardano bene dal venire o passano il tempo di un comizio, d’una conferenza stampa e di un servizio di telegiornale e spariscono per sempre.
Noi, invece, non siamo mai andati via.
Ogni volta torniamo.
E continueremo a farlo.
In questo tempo è nata, cresciuta e diventata grande O’Scia’
una manifestazione che non ha eguali
nell’intero panorama artistico e mediatico.
Un progetto che ha riversato sulle Pelagie un altissimo interesse positivo, dei mezzi di comunicazione e della società italiana; che ha stimolato un arrivo formidabile di nuovi osservatori, visitatori, frequentatori, amatori; che ha procurato diverse e cospicue risorse pubbliche e private per le finanze amministrative comunali e per le singole economie degli abitanti, lavoratori e imprenditori.
Un’iniziativa conosciuta in tutto il mondo.
Con mostre, rassegne, laboratori
perfino in Sudamerica, Australia e Giappone.
Speciale, unica, inimitabile, inconfondibile.
Tutti i paesi e le città d’Italia
hanno una festa, una sagra, una rassegna, un festival.
O’Scia’ ce l’ha soltanto Lampedusa e Linosa.
Tante altre località, altre comunità la vorrebbero.
Un vanto, un motivo di orgoglio.
Che sia lì, solo lì, sempre lì.
Quest’anno non c’erano i mezzi per organizzare O’Scia’.
E avevamo già fatto la tre giorni di Lampedusa Sùsiti.
La crisi ha tagliato ogni finanziamento, ogni risorsa.
Moltiplicando sforzi e sacrifici,
abbiamo deciso ugualmente di venire
per non abbandonare l’isola e la sua gente.
Per dire che la battaglia per un presente e un futuro degni di questo nome è anche la nostra battaglia;
che la battaglia per costringere chi deve intervenire, a farlo; chi ha garantito, a mantenerlo, è anche la nostra battaglia;
che la battaglia per mostrare al mondo la vera faccia di quest’arcipelago e del suo popolo, che vuole tornare a essere normalmente felice e guardato per quello che è veramente, è anche la nostra battaglia.
Per dire che noi non ci rassegniamo.
E in tutti modi restiamo con voi.
Per questo, malgrado mille difficoltà, siamo riusciti ugualmente ad organizzare addirittura cinque giorni. Forse sei.
Perciò anche quest’anno,
dopo i trecento ospiti degli anni passati, sessanta grandi nomi della musica, della cultura e dello spettacolo hanno deciso di mettere la loro testimonianza, la loro presenza, la loro arte, la loro generosità al servizio della causa, per un omaggio alle isole, per unire il loro fiato al vostro e al nostro e gridare, tutti insieme, ancora più in alto.
Perché l’ultimo ricordo di una stagione così travagliata, l’ultima immagine che deve restare negli occhi del mondo intero sia una nota di bellezza, di armonia, di tanta, tanta gente che è arrivata, che è lì, proprio lì, per passare giorni indimenticabili su terre bellissime, vive, magiche e quiete.
Tra musica e parole.
Perché, se non ci apriranno per farci entrare,
ci apriranno per farci smettere di suonare.
Claudio Baglioni”

Pubblicato da: cucaio | 14 agosto 2011

“DIECI DITA”

Rubo ;-) l’articolo trovato sul sito doremifasol.org sempre informatissimo sulle ultime novità ;-)

Claudio Baglioni e le “Dieci dita” – il gran ritorno live all’Auditorium

Sette concerti esclusivi, nei giorni speciali che vanno da Natale a Capodanno. I biglietti saranno in vendita su listicket.it. Il nuovo progetto vedrà il musicista esibirsi sul palco del Parco della Musica
Claudio Baglioni in concerto duranta la manifestazione O’scià di Lampedusa
Gli iscritti al fanclub potranno iniziare dalle ore 11 del primo settembre, mentre per tutti gli altri le vendite apriranno solo martedì 6. Si prospetta una vera e propria corsa contro il tempo, quella che riguarda il particolare tour romano di Claudio Baglioni, considerando che per questo evento saranno venduti esclusivi “biglietti palco”. Tutti gli altri si potranno consolare con una card memorabile: un biglietto d’ingresso speciale che darà diritto ad una serie di vantaggi, sconti e servizi. Una card diversa per ogni show che costituirà un vero cimelio da collezione.

Claudio Baglioni si prepara così al suo prossimo progetto, Dieci dita. In programma sette concerti che si svolgeranno all’Auditorium Parco della Musica dal 25 al 31 dicembre. In una formula scenografica e teatrale completamente nuova e rivoluzionaria, il cantautore romano sarà sì sul palco ma insieme a quei pochi fortunati che riusciranno ad accaparrarsi i famosi “biglietti palco” e che potranno in questo modo vivere la magia di un concerto da protagonista, a pochi metri dall’artista.

Dieci come le dita: quelle che scorrono sul pianoforte, quelle che toccano le corde della chitarra, quelle che hanno accompagnato la lunga carriera del cantautore romano. Dieci come i modi di raccontare un’avventura piena di successi e di grande musica. Sette i concerti esclusivi che si svolgeranno proprio durante le festività natalizie. E per chi acquisterà i biglietti di Natale e Capodanno è previsto un pass laminato legato all’evento. Baglioni non seguirà regole né copioni. Sul palco solo lui (con qualche “privilegiato” spettatore), la sua voce e dieci dita.

Link all’articolo: http://www.doremifasol.org/news/2011/08/05/baglioni-e-le-dieci-dita/

Pubblicato da: cucaio | 9 luglio 2011

Claudio Baglioni: “Setteveli” da facebook

Due fette di SetteVeli.
Sette soffici strati
di cioccolati diversi uno su l’altro
e qualche nocciola nel mezzo.
Il mio pranzo frugale.
Un malloppo che fruga il pancino
nel pomeriggio di sole e solitudine scelta.
Per smaltirlo dovrei fare una corsa
o una danza di ore.
Ecco, perfetto: la danza delle ore.
Un minuetto. Un po’ troppo leggiadra.
Dunque meglio qualche altra cadenza.
Una danza di panza.
Evvai. Occhei. La danza dei sette veli.
Certo. Come la torta.
Aiuto. Ma che effetto mi ha fatto?!?
Mi sdraio nell’ombra più fresca.
E provo a riposare.
-Perché oggi non sei al mare?-
Chi è? Chi ha parlato?
-Sono io, Lampo o come mi chiami.-
Lampo? Il gabbiano? È sempre la torta che imballa, che balla e che sballa?
-Sì, sono qui. Sono Lampo e tu sei Tardo di comprendonio.-
Mi giro ed è lì. Al solito posto. Il solito sguardo lontano.
C.- Ma allora tu parli?-
L.- Sì, lo so fare. Ma ho smesso. Le parole son troppe e si può equivocare.-
C.- E perché non l’hai fatto mai prima?-
L.- Tu eri sempre a nuotare. Via di qui. A proposito, come mai non sei andato?-
C.- Non lo so. Oggi sto giù e con dentro un po’ di malumore.-
L.- Colpa di quel giornale e le chiacchiere che girano intorno?-
C.- Tu sei un Lampo di… genio!-
L.- Sei bravo con i giri di parole ma non è che ti gira qualcosa di altro?-
C.- SetteVeli di squisitezza nello stomaco.-
L.- E basta con queste battute. Poi dicono pure che tu sei un poeta!-
C.- Bene. Sono quarantaquattr’anni che m’impicco tra prosa e poesia.- Continua a leggere…
Pubblicato da: cucaio | 6 giugno 2011

LAMPEDUSA SUSITI

Ed ecco una carrellata di video,  della manifestazione “lampedusa susiti”, trovati su youtube. Un piccolo assaggio, di quelle meravigliose atmosfere, per chi, come il sottoscritto, non è potuto andare alla manifestazione  e non possiede sky!!  ;-)

Pubblicato da: cucaio | 24 maggio 2011

Baglioni ricorda le vittime della strage di Capaci

Claudio Baglioni, canta Strada facendo, sotto “l’albero Falcone”,davanti a circa tremila persone, un modo prt ricordare le vittime della strage di capaci, e aggiunge rivolgendosi  ai  presenti:

” grazie a tutti voi che portate avanti un messaggio di pace perché domani sia davvero un giorno migliore”,

Pubblicato da: cucaio | 11 maggio 2011

DALLA PAGINA PERSONALE DI FACEBOOK DI CLAUDIO

 

11 maggio 2011

Ho avuto giorni di poche parole. Eppure ho parlato tanto. Ho detto Buongiorno. Come stai? Ci sentiamo più tardi. Buon pomeriggio. Ciao. Ci vediamo dopo. Buonasera. Stai bene? Buonanotte. Sogni d’oro. In mezzo le parole le tante parole le stesse parole di …tutti. La vita, la morte. Il tempo, le storie. La gente, le cose. Il mondo, il lavoro. La guerra, l’amore. L’odio, la pace. Il bene, il male. Ieri, domani. Insomma le frasi di sempre con la bocca di oggi. Ma nessuna parola da appuntare. Da tenere da parte. Da tramandare. Sarà perché le parole scritte sono figlie del silenzio foglie dell’albero dei pensieri oasi del deserto della meditazione. Sono segni memorabili. Le nevi rimaste a primavera sui pendii montani. Le nubi che imbrattano il foglio del cielo. Quando ti chiedi se quelle nuvole sono bestemmie di santi o litanie di peccatori. Dipende se stai sopra o stai sotto. O se stai sottosopra. Le parole più belle saltano su senza troppa ragione. Corrono via come cavalli scossi. Sono pezzi di cuore e ci vuole coraggio a lasciarle così alla vista degli altri anche quando ti fermi e finisci la corsa. Le parole – è incredibile – sono le cose che indicano. Scrivi “mano” e vedi le dita, le unghie, le vene. Oppure “bacio” e senti labbra che si toccano e magari anche il gusto. O ancora “dolore”, lo guardi, lo leggi e quasi lo avverti. Non sono altro che linee, curve, tondini. Ma hanno il codice di ciò che significano. Per questo le parole spaventano e qualcuno le teme davvero e molti altri portano loro rispetto, devozione e fede come a immagini arcane di dèi. C’è poi invece chi le getta al vento, soffiandole come meccanici respiri, chi le spreca al tavolo verde come fiches senza valore. Chi le spara a mitraglia come i botti di capodanno. Le parole sono noi. Le nostre gambe. Le nostre rughe. Le nostre battaglie. Le nostre malattie. Le parole sono le armi più potenti che siano mai state inventate. Le parole sono tutto. Di più c’è solo la musica. Stanotte ti scrivo di nuovo parole. Visto che non posso suonarti qualcosa. Visto che non puoi ascoltare la mia serenata notturna.

Pubblicato da: cucaio | 9 maggio 2011

BAGLIONI, CONCERTO PER LAMPEDUSA!!

 

Baglioni in concerto a Lampedusa

 

       Lampedusa, maxi-concerto per “inaugurare” l’estate

Sarà un concerto al quale parteciperanno i più grandi cantanti della musica italiana, che avrà – tra gli scopi – quello di rilanciare l’immagine dell’isola di Lampedusa. E’ l’iniziativa promossa da Claudio Baglioni e subito sposata dal sindaco dell’arcipelago delle Pelagie, Dino De Rubeis. Il “concertone”, organizzato dalla Fondazione “O’scià”, si terrà venerdì 3 giugno a Lampedusa.

Oltre all’organizzatore Claudio Baglioni, sul palco salirà anche la Nazionale italiana cantanti. Parole di gratitudine ha espresso il sindaco di Lampedusa e Linosa, De Rubeis, nei confronti di Baglioni “che, ancora una volta, – ha detto il primo cittadino – non ci lascia soli in un momento tragico”.

Il concerto, che sarà una sorta di inaugurazione dell’estate, anticipa di qualche mese la manifestazione “O’scià”, organizzata ogni anno a fine stagione da Claudio Baglioni a Lampedusa.

fonte : http://www.doremifasol.org/

Pubblicato da: cucaio | 2 maggio 2011

AVRAI….”NEL TEMPO”

Ogni tanto, mi guardo indietro e mi accorgo del tempo che è passato. Abbiamo un po’ tutti una sorta di “sindrome di Peter Pan”, non invecchiamo mai, sono le cose che ci stanno intorno che invecchiano per noi. Il tuo compagno di scuola che non vedi da anni ( e ben gli sta, così impara a non salutarmi ;-) ), l’insegnante delle medie, quelle antipatiche invecchiano prima è scientificamente provato, gli alberelli piantati nell’aiuola vicino a casa  diventati ormai alti almeno 6 metri. Insomma, tutto quello che ci ruota intorno ha la funzione di una sorta di ritratto di Dorian Gray. Ma, ad un tratto, basta una piccolissima frase, lunga poco piu’ di una parola e ci si ritrova davanti alla cruda realtà…. “MI SCUSI”. Quando quest’ultima viene detta da un ragazzino, ti fa tornare alla mente, quando avevi 12 anni e dicevi la stessa cosa ai quarantenni di allora che sembravano dei vecchi bacucchi con un piede nella fossa. E quindi, in quel momento , sono conscio si essere invecchiato e la mia sindrome di peter pan, crolla, trlly compresa ;-) . Ma ho una sola soddisfazione, sapere che quel bambino invecchierà piu’ in fretta, perchè è scientificamente provato che i bambini che danno del “lei” invecchiano prima… ;-)

PS: per restare in tema, ho voluto fare un video con diverse versioni di “Avrai” che attraversano un bell’arco temporale ;-)

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